Ritornare indietro nel tempo e pensare all’edizione zero di Visioni Italiane, venticinque anni fa, è come fare un tuffo nella preistoria, in un mondo in cui la tecnologia che ora utilizziamo quotidianamente, sia nel campo della comunicazione che del cinema, era solo una futuribile chimera. Invece sappiamo che, se si è determinati, i sogni possono diventare realtà ed è questo che tanti autori passati dal festival ci hanno insegnato, regalandoci la soddisfazione di diventare registi affermati a livello nazionale e internazionale.

Tra i tanti autori che hanno partecipato a Visioni con le loro piccole opere e che poi hanno proseguito brillantemente la loro carriera ci sono Matteo GarronePaolo Genovese, Francesco Munzi, Matteo Rovere, Luca Miniero, Salvatore Mereu, Claudio Giovannesi, solo per fare qualche nome. E pur non essendoci un mercato del cortometraggio in Italia e una diffusione delle opere brevi, ancora oggi tanti autori iniziano la propria attività realizzando piccoli film, desiderosi di incontrare un pubblico, non solo virtuale.

 

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