L'editoriale di ottobre

 

Scrivo questa introduzione al nostro programma di ottobre ancora fresco della visione di Tenet. Un film molto atteso, per tante ragioni. Perché è l’opera di uno dei cineasti più audaci e più contemporanei, perché lo abbiamo proposto e lo proponiamo nell’esigente bellezza della pellicola e del 70mm. Ma soprattutto perché è il ‘grande’ film che serviva per condurci, con la sua pura forza propulsiva, fuori da lunghi mesi in cui le sale sono state buie, e la nostra vita di spettatori (tra le tante altre emergenze d’un tempo drammatico) è stata compromessa e sradicata. Bene, Tenet è un film che ci riporta al cinema, nel senso più vero. Che ci insegna di nuovo a fare gli spettatori. Si sono levate dai social tante voci più o meno irritate sulla complessità, la cripticità, il ‘non ci si capisce niente’. Certo che il film è complesso, futuro e presente si incrociano nelle inquadrature, la sfida che siamo chiamati a raccogliere è quella di cogliere visivamente il tempo. E tutto a un ritmo che non concede pause, che non ammette distrazioni. Quello che ci viene chiesto, è la concentrazione autentica – ovvero, ciò che distingue in modo radicale la visione in sala da qualsiasi altro tipo di esperienza del cinema. No, non si può cercare in tasca il cellulare e leggere i whatsapp, perché allora sì che forse non ci si capirà più niente. Prendere o lasciare. Se si prende, si riceve in cambio un’emozione cinematografica di straordinaria intensità. Inoltre, c’è un protagonista con la mission impossible di salvare il mondo, e ha la pelle nera. Tenet è un magnifico film e un segno forte del nostro tempo.

E forte e importante è Volevo nascondermi, il film di Giorgio Diritti sul pittore Ligabue intorno al quale abbiamo voluto organizzare una vera festa. Un film che doveva uscire a fine febbraio, e che dunque è stato crudamente colpito dagli eventi di questo 2020; lo proponiamo al pubblico in tre giorni di programmazione che vedranno la partecipazione di tutti, del regista, del favoloso Elio Germano, di scenografi e truccatori, del produttore coraggioso, della costumista e del direttore della fotografia, perché se Volevo nascondermi è un film unico e stupefacente è per l’eccellenza di regia e interpretazione, ma è anche per la sapienza collettiva nel ricostruire i luoghi, l’epoca, i dettagli che insieme compongono il racconto di una vita d’artista diversa da ogni altra. L’occasione ci ha fatto pensare a una piccola rassegna di film sui pittori e la pittura, tra i quali spicca Lo specchio, la tigre e la pianura, il documentario che Raffaele Andreassi dedicò allo stesso Ligabue nel 1961, e che la Cineteca ha appena restaurato; mettere a fianco il vero Ligabue e l’intepretazione spericolata di Germano ce la svelerà in tutta la sua grandezza.

Il Cinema Ritrovato al cinema di questo mese è Caro diario di Nanni Moretti. Moretti sarà a Bologna, per leggere brani del suo Diario ed accompagnare il restauro di uno dei suoi film capitali, riflessione in tre ‘stazioni’ di uno “splendido quarantenne” del 1993, cinema interiore sul senso dei luoghi, la solitudine, la malattia, il disincanto e la speranza. In programma, inoltre, tutti i film di Moretti che hanno preceduto Caro diario: omaggio a un regista che ci ha accompagnato con voce e sguardo e postura (morale) inconfondibile lungo i decenni di fine secolo.

Ripartono le matinée domenicali all’insegna del Vogliamo ridere! Quattro perle scivolate dal filo d’oro della grande commedia hollywoodiana. Che la loro grazia e promessa di felicità ci accompagni in questo autunno che comincia.

Gian Luca Farinelli