#iorestoinSALA highlights: 'Imprevisti digitali'

Tra le proposte di questa settimana della sala virtuale del Cinema Lumiere, nell’ambito del progetto #iorestoinSALA, Imprevisti digitali, titolo italiano tanto scontato quanto centrato (l’originale è Effacer l’Historique, letteralmente cancellare la cronologia) per la nuova regia della coppia Benoît Delépine / Gustave Kervern, premiati con l’Orso d’Argento alla Berlinale 2020. Negli stessi giorni del festival sarebbe iniziata ad esplodere a livello globale la pandemia da Covid, e questa arguta commedia sulle disavventure della Rete e più in generale della dimensione domestica (per scelta o per necessità) è allora tanto più attuale quanto più la tecnologia è diventata centrale nelle nostre vite, privandole di un centro “fisico” e decentrandole nel “ogni luogo è nessun luogo” del web. I disperati tentativi di far scomparire un sextape dalle maglie moltiplicanti del web; il rapporto telefonico “faceless” tra una donna che lavora in un call center e un uomo che al contempo deve proteggere la figlia da episodi di cyberbullismo; l’ingiustizia delle valutazioni ricevute in rete da un’autista di Uber e come farvi fronte; e ancora la dipendenza dalle serie TV, l’ossessione dei like, lo shopping online compulsivo. 

Infine: come è possibile per il singolo – o come in questo caso per tre vicini di casa della provincia parigina che non sono esattamente delle “volpi” del web, ma che (più o meno come tutti noi) non possono rifiutarsi di esserne parte – ribellarsi contro i giganti della rete o almeno vincere l’inadeguatezza che li schiaccia nel momento stesso in cui offre loro smisurate possibilità?

Vi sono in questo film tutte le stigmate della contemporaneità più sfrenata e immateriale nella quale siamo calati, volenti o nolenti. Il merito dei registi – laddove in genere il mezzo cinematografico (fiction o documentario che sia) getta uno sguardo fosco sull’irrealtà iper-reale della Rete – è di trattare questo tema con la leggerezza propria della commedia, senza però cedere a tentazioni consolatorie o perdere di vista la nocività di certe dinamiche che pervadono sempre più, e spesso senza che ne prendiamo piena consapevolezza, le nostre esistenze.

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