#iorestoinSALA | #highlights | Miserere

“Elegantemente concepito, perversamente avvincente.”
Variety

“Un dramma satirico inquietante e molto spesso divertente.”
RogerEbert.com

“Di un umorismo irresistibile, prima di suscitare una tristezza inconsolabile,
Miserere muove da un’idea di partenza originale e intrigante che rimane coerente fino alla fine.”
MYmovies

“La sua atmosfera sorniona e asciutta riflette con affascinanti domande sulle emozioni
e su come le rappresentiamo.”
Hollywood Reporter

 

 

Se la chiusura forzata e prolungata delle sale cinematografiche porta come conseguenza l’assenza (con poche eccezioni) di nuove uscite, questo può però divenire il momento per tornare su film che sono passati rapidamente o non sono arrivati per nulla nelle sale italiane. È il caso di Miserere, del regista greco Babis Makridis, presentato nel 2018 in vari festival tra cui Sundance, Rotterdam e Torino, reso disponibile dalla meritevole Tycoon nel 2019 per una, seppur fugace (storture delle logiche distributive), apparizione nelle sale italiane. Lo proponiamo all’interno di #iorestoinSALA (e non lo troverete sulle altre piattaforme di streaming). 

Più volte accostato al connazionale Yorgos Lanthimos, con cui ha condiviso anche lo sceneggiatore Efthimis Filippou (candidato all’Oscar per The Lobster), per come gioca sul crinale tra dramma e commedia grottesca, Makridis realizza infatti con Miserere ciò che Paola Zonca su Repubblica ha descritto a ragione come “un film che provoca e destabilizza, restando sempre in bilico tra dramma e humour da black comedy). La storia è quella di un avvocato benestante di mezza età, rappresentante di una classe media in tutto (anche nel dare troppe cose per scontate),  la cui vita viene colpita e sconvolta dal coma in cui cade la moglie. Ma è proprio in questo frangente che il protagonista (ri)scopre la vicinanza e l’affetto delle persone a lui più prossime (amici e conoscenti, vicini di casa, colleghi). Dimostrazioni a cui è facile assuefarsi e a lungo andare difficile fare a meno, una volta che si sono scoperti i vantaggi del vittimismo. Ma cosa accade se la moglie si risveglia dal suo coma e la vita torna ad essere quella di sempre, dopo aver assaporato  una certa – per quanto sempre egoistica nel suo fondo –  felicità nel dolore?

“Miserere è un film fuori dagli schemi sulla solitudine profonda dell’uomo contemporaneo, incapace di provare empatia e di creare un rapporto autentico con i suoi simili, soffocato dalla routine casa-ufficio, perseguitato dalle ossessioni tanto da vedere la realtà in modo distorto” (ancora Zonca). 

Girato con una forma molto controllata e pulita, anche nelle scenografie (come a fare da contrappunto allo stile di vita del protagonista), Miserere è, tra i film “invisibili” degli ultimi anni, uno di quelli più imperdibili. Senz’altro raccomandato agli estimatori di Lanthimos, non se lo facciano sfuggire tutti gli altri, non fosse per il modo in cui Bakris riprende la lezione dei grandi maestri del tragicomico e del dolceamaro, del contrasto emozionale che fa esplodere le contraddizioni insite nella società e nei suoi singoli.

“Volevamo che lo script fosse intinto di humour, perché, ai nostri occhi, ogni film è una commedia. Quindi, questo è stato esattamente ciò che abbiamo comunicato ai nostri collaboratori. Mi piacerebbe pensare che Miserere abbia qualcosa di Jacques Tati. Io sono un suo grande fan, e mentre giravo, me lo sentivo sempre vicino, che mi dava dei consigli. Stessa cosa per Buster Keaton, che ha influenzato allo stesso modo ogni mio lavoro” (dalle note di regia di Babis Makridis).

Per saperne di più di Miserere: