#iorestoinSALA highlights: On the road again

Da qualche settimana proponiamo nella nostra sala virtuale un sorprendente film on the road sui generis, fatto in egual misura di spensieratezza e disillusione, ingenuità e presa di coscienza. Stiamo parlando di Est – Dittatura last minute di Antonio Pisu, che vede tra i suoi protagonisti Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale. 

Questa settimana gliene affianchiamo un altro, di qualche anno precedente ma non dissimile, per il fatto di affrontare lo stesso tema del viaggio, e di farlo con quelle stesse naivetè e goliardia giovanili – sotto le quali cova però una maturità a venire, prossima a disvelarsi col suo carico di consapevolezza – che contraddistingue il film di Pisu. 

Si tratta di Pazza idea del regista greco Panos H. Koutras, realizzato nel 2014. È la storia di due giovani fratelli, Dany e Odysseas (!), che partono alla volta Salonicco per convincere il loro destrorso padre biologico a riconoscerli come figli. E fin qui nulla, o poco, di strano. Dany e Ody sono però di origini albanesi, e il riconoscimento della paternità significherebbe per loro ottenere la cittadinanza greca, la realizzazione di quel concetto di ospitalità richiamato dal titolo originale del film, Xenia. Il titolo italiano invece tradisce la passione dei due protagonisti per Patty Pravo (che ringrazia con un cameo!) e per la canzone italiana in generale (laddove in Est a farla da padrone erano Franco Battiato e Felicità di Albano e Romina). Non a caso uno degli obiettivi dei due fratelli è proprio quello di vincere un talent show cantando appunto Pazza idea, anche in onore alla passione musicale della madre, morta alcolizzata e sola. L’omosessualità di Dany oltretutto rende il film permeato di tutto un immaginario fatto di queer culture televisiva e cinematografica (da Almodovar ad Araki), citazioni a iosa che si inseriscono tra i due estremi del fantastico (in senso pop) e del documentaristico (l’uso di attori non professionisti), tra la “fumettosità” del mito e la realtà di una Grecia sempre più xenofoba e intollerante.

Se vi sembra un melting pot assurdo è perché Koutras nel melting pot ci sguazza; anzi, lo elegge a ragion d’essere del film: una libertà stilistica disordinata ed anarchica che mima e si rispecchia in quella dei suoi fragili e scanzonati personaggi. Internazionale più per il venire meno di radici certe che per scelta politica, il film di Koutras trae forza dalla propria irregolarità, coinvolgendo lo spettatore in un viaggio tenero e psichedelico, tutto da percorrere insieme a Dany e o Ody, dal sogno alla realtà e ritorno. 

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