Fuori Sala: alla scoperta del programma maggio – luglio

21/05/2021

Nuovo programma maggio-luglio: i migliori restauri, i grandi classici e le rarità da scoprire, un viaggio online lungo la storia del cinema.
Il nuovo cartellone online dal 23 maggio su MYmovies: tra le scelte di questo programma, il noir americano degli anni Quaranta e Cinquanta, i grandi capolavori di Chaplin dal Monello a La febbre dell’oro, la serie Mondovino di Jonathan Nossiter, le origini di Cinico Tv di Ciprì e Maresco.

Nuovo programma per Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala, una storia del cinema firmata dalla Cineteca di Bologna, fatta di grandi classici e rarità da scoprire, sempre nelle migliori versioni restaurate. Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e del main partner Gruppo Hera.

Domenica 23 maggio sarà online su MYmovies il nuovo cartellone di film disponibili fino al 19 luglio, ovvero fino alla 35ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato, che si terrà in presenza a Bologna dal 20 al 27 luglio, ma che avrà, come lo scorso anno, anche il suo programma online, sempre su MYmovies.

“Questo programma è una cesta di film preziosi, accomunati dall’essere legati indissolubilmente alle epoche nei quali sono stati realizzati”, illustra il nuovo programma il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. “I capolavori di Chaplin (Il monello, La donna di Parigi, La febbre dell’oro, Il circo, Luci della città) sono una radiografia degli anni Venti, Il corvo di Clouzot, prodotto nella Francia occupata del 1943 dalla Continental, casa di produzione francese di proprietà dei nazisti, è il racconto di una società che sta perdendo ogni lealtà, in favore del sospetto e della delazione. I cinque formidabili noir di serie B, salvati e riscoperti da Eddie Muller (È tardi per piangere, Trapped, Il mistero del marito scomparso, L’uomo che ingannò se stesso, Sciacalli nell’ombra), cui aggiungiamo So che mi ucciderai, raccontano gli USA dell’immediato dopoguerra, il disincanto, la povertà, la lotte di classe, la caccia alle streghe (lo sceneggiatore comunista Dalton Trumbo non poté firmare la sua sceneggiatura di Sciacalli nell’ombra di Losey). La passeggera, film postumo di Andrzej Munk, concluso dai collaboratori del regista preservandone l’incompiutezza, è uno dei film più profondi sull’Olocausto, ma è anche una riflessione sulla Polonia sovietizzata. Memorie del sottosviluppo di Tomás Gutiérrez Alea è quasi un documentario sulla Cuba in bilico tra passato e futuro, nove anni dopo la rivoluzione castrista.

Esiste un film che racconta meglio lo smarrimento etico e culturale dell’Italia dei primi anni Novanta, di Cinico Tv di Ciprì e Maresco? C’è un documentario che più lucidamente di Mondovino di Jonathan Nossiter racconta come la globalizzazione ha trasformato una delle più antiche attività umane in un’industria autodistruttiva?”.