Il Premio “Gino Agostini” a Beppe Caschetto

11/10/2021

Domenica 10 ottobre al Cinema Lumière della Cineteca, la consegna del Premio “Gino Agostini”  al produttore Beppe Caschetto.

Nuovo riconoscimento per una delle figure più importanti nel panorama della produzione cinematografica (e non solo): dopo la Turrita ricevuta dal Comune di Bologna nel 2020, Beppe Caschetto sarà insignito del Premio “Gino Agostini. Cinema e Democrazia”, promosso dalla Fondazione Duemila e dalla Casa dei Pensieri, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, che individua alcune vicende emblematiche del mondo della produzione e della distribuzione cinematografiche.

Beppe Caschetto ha ricevuto il Premio “Gino Agostini”, nell’ambito delle iniziative della Notte Rossa 2021, da Matteo Lepore e Gian Luca Farinelli domenica 10 ottobre al Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini), prima della proiezione di un preziosissimo film recuperato proprio quest’anno dalla Cineteca di Bologna in occasione del centenario della nascita del PCI: Uomini e voci del congresso socialista di Livorno, cronaca viva del congresso del gennaio 1921, quando si consumò la scissione che portò alla nascita del Partito Comunista d’Italia. “Il film, senza indicazioni di regia o produzione, mostra alcune delle importanti personalità che parteciparono al congresso e delle diverse posizioni che animarono quelle tumultuose giornate”, racconta Farinelli. “Fin dal titolo si capisce che si tratta di un documento che sperimenta l’impossibile. Come dare voce alle tante tesi che si espressero, attraverso un mezzo che non poteva ancora registrare la voce? Il film inventa un metodo (riprese fuori dal teatro, una didascalia per ogni relatore) che, pur mistificando l’esito del congresso (la scissione viene taciuta), documenta in estrema sintesi la varietà delle posizioni in campo”.

Motivazione del Premio “Gino Agostini 2021. Cinema e Democrazia” a Beppe Caschetto
Beppe Caschetto è capace di fare cose impossibili. Per decenni, l’affermazione del grande critico e cineasta, amico e biografo di Fellini, Renzo Renzi, “a Bologna nessuno vuole produrre un film” è sembrata una verità inscalfibile. Poi arriva Beppe Caschetto, che, mettendo assieme una troupe di esordienti produce e ambienta a Bologna una commedia travolgente, moderna, E allora mambo!, che ha anche il merito di avviare al successo una nuova generazione di comici: Luca e Paolo, Luciana Litizzetto e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci. In ventun anni, la bolognese IBC Movie ha prodotto commedie per il grande pubblico, portato al cinema Ficarra e Picone (Il 7 e l’8), riportato al documentario Ermanno Olmi (Terra Madre), lanciato nuovi autori come Gianni Zanasi, Francesco Piccolo, Claudio Giovannesi e portato al successo, nei festival e in sala, Pietro Marcello e Marco Bellocchio.
La lista delle cose impossibili realizzate da Beppe Caschetto è, però, più lunga. Infatti pur producendo film, ha mantenuto intatto il suo amore per il cinema, tanto da cogestire l’Arena estiva di maggiore successo in Italia, la Puccini di cui è anche devoto cliente.
Non abbiamo però ancora raccontato l’aspetto più sorprendente della sorprendente carriera di Beppe Caschetto: il suo mestiere principale, che gli consente di fare quello che ama, cioè il cinema, è quello di manager di artisti, soprattutto attori di televisione. Ha costruito, negli anni, la migliore scuderia d’Italia, ambita e ricercata da tutti i canali. Beppe affronta questo mestiere con la stessa semplicità, intelligenza, onestà, senso di giustizia, con cui affronta la sua attività di produttore. Ecco l’umanesimo di Beppe Caschetto, la sua fedeltà al cinema, il suo desiderio di contribuire a creare un mondo migliore che lo rende un vincitore ideale del Premio “Gino Agostini 2021. Cinema e democrazia”.

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