Storia permanente del cinema _ L’invenzione del melodramma

30/03/2021

Per circa trentacinque anni il cinema è stato senza parlato. Si può raccontare tutto quello che è successo dopo e anche il cinema di oggi, attraverso i film dei primi trentacinque anni? Quando si racconta la storia del cinema, si individuano epoche che si susseguono, ma se invece la storia del cinema fosse una storia di relazioni che attraversano i decenni? Ogni mese un programma e un incontro, per seguire i fili nascosti che uniscono il cinema muto alle epoche successive.
Lezioni di Gian Luca Farinelli.

Il Cinema nasce figlio di molte Arti, la Pittura, la Fotografia, il Teatro, la Letteratura, l’Architettura, la Musica… Il cinema italiano degli anni Dieci seppe sviluppare una relazione – paradossale, perché ai film mancava la voce – con il melodramma, dando vita a un genere, i Diva Film. Per la prima volta al centro del racconto c’erano figure femminili, che invasero e dominarono gli schermi, respinsero le loro controparti maschili verso i margini, divennero protagoniste assolute della cultura dell’immagine: Lyda Borelli, Francesca Bertini, Pina Menichelli, fu- rono star riconosciute nel mondo. Divine, certo, e infatti il termine ‘diva’ nacque con loro e per loro. Ma anche così concrete e, diremmo oggi, ispirazionali nella loro forza e determinazione, da diventare immediatamente modelli e produrre schiere di emule Il Diva Film ebbe un folgorante successo in Italia e nel mondo tra il 1913 e il 1918, divenendo un genere con sue proprie regole e linguaggio. Rapsodia satanica (1915) è forse il punto alto di quella ricerca di un’arte totale, sintesi della bellezza di tutte le arti.

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“Storia permanente del cinema: L’invenzione del melodramma” fa parte dei contenuti extra che ogni mese arricchiscono le proposte del Cinema Ritrovato | Fuori Sala.

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