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L’horror italiano degli anni ’60-’70-’80 celebrato alla Cineteca di Bologna

29/10/2021

Dal 1° novembre, la retrospettiva dedicata ai nostri cult di genere horror,
con un nuovo restauro e copie originali vintage
provenienti dall’archivio della Cineteca di Bologna.
Inaugurazione con l’anteprima del restauro di
I tre volti della paura di Mario Bava.

Per l’occasione verrà presentata la raccolta musicale fresca di stampa
Paura: A Collection of Italian Horror Sounds from the CAM Sugar Archive

Attorno ad Halloween facciamo un tuffo nell’horror italiano anni ’60-’70-’80: la Cineteca di Bologna celebra un filone cult della nostra produzione cinematografica con Sei note in nero, una retrospettiva di sei titoli al Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini), dal 1° al 6 novembre, con un nuovo restauro e copie originali vintage dall’archivio della Cineteca di Bologna.
Per inaugurare la rassegna, l’anteprima del nuovo restauro del film diretto da Mario Bava nel 1963, I tre volti della paura, in programma lunedì 1° novembre, alle ore 18 (in replica mercoledì 3 novembre, alle ore 22.30).
Alle ore 20, sempre di lunedì 1° novembre, il cine-concerto con un illustre predecessore del genere, Malombra di Carmine Gallone con Lyda Borelli, muto del 1917 accompagnato al pianoforte da Daniele Furlati e Francesco Petronelli al live electronics.

Sette note in nero diretto nel 1977 da Lucio Fulci è in programma martedì 2 ottobre alle ore 22.30, mentre mercoledì 3 ottobre, alle ore 18, ci attende un appuntamento speciale: la presentazione della raccolta musicale PAURA: A Collection of Italian Horror Sounds from the CAM Sugar Archive (2021) con intervento in videoconferenza del cantautore e compositore Francesco Bianconi, frontman del gruppo musicale Baustelle, grande appassionato di giallo all’italiana e ambassador del progetto PAURA. L’incontro, a cui parteciperà anche CAM Sugar, avverrà prima della proiezione di Mio caro assassino, gioiello di culto del regista Tonino Valerii: è proprio la colonna sonora del film, composta dal maestro Ennio Morricone, ad aprire la raccolta PAURA con la sua celebre nenia misteriosa e inquietante. In occasione dell’incontro verrà proiettato in anteprima il cortometraggio originale PAURA: La vergine nella fontana, diretto dal giovane filmmaker Tommaso Ottomano.

Giovedì 4 novembre, alle ore 22.30, un Dario Argento del 1982: Tenebre.
Chiudiamo sabato 6 novembre, sempre alle ore 22.30, con un figlio d’arte, Lamberto Bava, autore nel 1985 di Demoni.

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Dal 1° al 6 novembre
Cinema Lumière della Cineteca di Bologna (Piazzetta Pasolini)
Sei note in nero: horror italiano

Anteprima del restauro
Lunedì 1° novembre, ore 18 (replica mercoledì 3 novembre, ore 22.30)
I TRE VOLTI DELLA PAURA (Italia/1963) di Mario Bava (92’)
A far le presentazioni è un volto leggendario dell’horror: “Signore e signori, sono Boris Karloff. Spero che non siate venuti al cinema da soli…”. Un anno dopo I racconti del terrore di Corman da Poe (ma c’erano già stati gli Incubi notturni della Ealing nel 1945), Mario Bava prende la formula a episodi tanto in voga nel cinema italiano e la declina al genere orrorifico con tre storie di fumosa ascendenza letteraria: Anton Čechov, Aleksej Tolstoj (non Lev) e F.G. Snyder (errata l’attribuzione a Maupassant dei titoli). Jacqueline Pierreux perseguitata da eventi soprannaturali; Karloff e la stirpe vampiresca dei Wurdalak; Michèle Mercier vittima di molestie telefoniche. Un trionfo di colori ed effetti artigianali. All’ironico incipit corrisponde un epilogo giocoso che smaschera la finzione del set.
Restaurato da Cineteca di Bologna, in collaborazione con Cinématographe Lyre e Galatea con il contributo del MiC.

Lunedì 1° novembre, ore 20
MALOMBRA (Italia/1917) di Carmine Gallone (83’)
Carmine Gallone dirige Lyda Borelli in un diva-film esemplare tratto dall’omonimo romanzo gotico di Antonio Fogazzaro. “Malombra risplende d’un sontuoso stile visivo e immerge il pubblico nell’incantesimo di magici paesaggi, d’un romantico sinistro castello e della spettacolare performance della diva Borelli. Posseduta da demoni interiori, Borelli dilata sguardi e gesti. Il primo rullo si chiude con una delle scene di maggior impatto dell’intero genere diva-film: Marina di Malombra scioglie la chioma, si abbandona alla sua follia (o è lo spirito di Cecilia?), confonde il viso nelle onde dei capelli mentre lo sguardo allucinato la trasforma in una Menade, infine sviene e cade a terra”.
Accompagnamento di Daniele Furlati al piano e Francesco Petronelli al live electronics.

Martedì 2 novembre, ore 22.30
SETTE NOTE IN NERO (Italia/1977) di Lucio Fulci (95’)
Lucio Fulci è uno dei maestri del brivido tricolore, anche se ha attraversato tutto il cinema di genere (musicarelli, commedie, spaghetti western, gangster, erotico). Non siamo ancora dalle parti dello splatter che lo renderà celebre, ma del thriller soprannaturale, più affine alle atmosfere di Edgar Allan Poe e del giallo à la Dario Argento. Sullo sfondo di una Toscana d’eleganza inglese, Virginia, una sensitiva, è assalita da misteriose visioni di un delitto e fa di tutto per confutare le accuse che pendono sul marito. Uno dei temi della colonna sonora (firmata da Franco Bixio, Fabio Frizzi e Vince Tempera) è utilizzato da Tarantino in Kill Bill – Volume 1, nella scena del risveglio della Sposa.

Mercoledì 3 novembre, ore 18
Presentazione della raccolta PAURA: A Collection of Italian Horror Sounds from the CAM Sugar Archive (2021) con intervento in videoconferenza del cantautore e compositore Francesco Bianconi. In collaborazione con CAM Sugar.
A seguire
MIO CARO ASSASSINO (Italia-Spagna/1972) di Tonino Valerii (100’)
Dopo la morte di un investigatore assicurativo, le indagini del commissario Peretti riportano a galla il caso di una bambina rapita e uccisa, ma l’assassino sembra essere sempre un passo avanti. Dalla Trilogia del dollaro alla Trilogia degli animali: dopo essere stato assistente di Sergio Leone e aver diretto alcuni spaghetti-western, Tonino Valerii si applica con ingegno al thriller-horror portato in auge dai primi film di Dario Argento. Poche concessioni al truculento e suspense sostenuta dalle note di Ennio Morricone.

Giovedì 4 novembre, ore 22.30
TENEBRE (Italia/1982) di Dario Argento (99’)
Dopo l’orrore soprannaturale di Suspiria e Inferno, Tenebre rappresenta nella carriera di Dario Argento “un ritorno al presente e alla leggibilità del crimine in chiave di psicopatologie” (Gian Piero Brunetta). Uno scrittore di gialli americano, a Roma per presentare il suo ultimo romanzo, si trova coinvolto in una serie di omicidi ispirati al libro. Esplicito gioco autoriflessivo, nella trama e nell’uso di figure e stilemi tipicamente argentiani, è uno dei film più ricercati del regista dal punto di vista tecnico e architettonico. Tra le vittime, l’ex moglie di Berlusconi, Veronica Lario.

Sabato 6 novembre, ore 22.30
DEMONI (Italia/1985) di Lamberto Bava (104’)
In attesa del nuovo capitolo della serie Scream, rivediamo questo horror cinefilo d’antan, ambientato in un cinema dove si proietta un film dell’orrore che fa molta più paura del previsto. Lamberto Bava, figlio di Mario, dirige. Dario Argento produce ed è cosceneggiatore. “Grande horror all’americana. Se Bava e Argento ricorrono a qualche trucchetto risaputo, hanno però solide idee di sceneggiatura e riescono a metterle in scena. Tutto l’inizio con il montaggio parallelo tra film nel film e horror reale in sala è perfetto” (Marco Giusti). Colonna sonora di Claudio Simonetti, tastierista dei Goblin, effetti speciali di Sergio Stivaletti.

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