Un confine incerto

esclusiva
23/03/2021

In esclusiva su #iorestoinSALA, da mercoledì 10 marzo, il nuovo film di Isabella SandriUn confine incerto, distribuito dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Polizia di Stato e Save The Children Italia.

“Senza metafore o simbolismi, preciso, puntuale, inappuntabile, con la consapevolezza
che nessun confine potrà proteggerci.”
(Sentieri Selvaggi)

 

Arriva in esclusiva su #iorestoinSALA, da mercoledì 10 marzo, il nuovo film di Isabella SandriUn confine incerto, distribuito dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Polizia di Stato e Save The Children Italia.

Incontro online con Isabella Sandri mercoledì 10 marzo alle ore 20.30, per presentare il film assieme al produttore Giuseppe Gaudino (regista di Per amor vostro, che è valso la Coppa Volpi a Valeria Golino alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015), agli attori protagonisti Moisè Curia e Anna Malfatti e a Brunella Greco, rappresentante di Save The Children Italia.
Guarda l’incontro.

Presentato al Torino Film Festival nel 2019, Un confine incerto affronta in modo rigoroso e documentato, senza sottovalutazioni o sensazionalismi, il difficile tema della pedo-pornografia, e vede nel cast Cosmina Stratan (Palma d’oro a Cannes per Oltre le colline), Moisè Curia (volto noto per il suo lavoro televisivo, in particolare per i ruoli interpretati nella fiction di grande successo Braccialetti rossi), Valeria Golino e, per la prima volta sullo schermo, la piccola Anna Malfatti.

In un camper parcheggiato nella Foresta Nera vive una strana coppia: un ragazzo, Richi, e una bambina chiamata “Sputo”. A Roma, l’agente della Polizia Postale Milia Demez indaga su una rete di pedofili. Per farlo, ogni giorno cataloga foto e video dal web: si sente sempre in ritardo, impotente e “fuori sincrono” di fronte ai crimini a cui assiste senza poter intervenire. Analizzando l’ennesimo filmato, scopre l’identità di una bambina: è Magdalena Senoner, scomparsa qualche tempo prima in Sud Tirolo. Le immagini, però, viaggiano senza confini, difficile capire da dove arrivino. Anche il mondo dei protagonisti fluttua tra Paesi e lingue diverse. Milia sarà in grado di decifrare la scomparsa assurda di quella bambina grazie a una lingua poco parlata, ma che lei conosce bene, il Ladino. 

“In questi ultimi quindici anni – dice la regista – ho raccontato con i miei lavori storie di bambini e di adolescenti: dai profughi palestinesi in Libano agli orfani delle bombe intelligenti in Afghanistan, dai figli dei lavoratori delle maquilas messicane, alle bambine sopravvissute alle stragi in Ruanda, o ai piccoli indios sterminati dall’arrivo dei bianchi nella Terra del Fuoco e in Patagonia. E mi sono chiesta: qual è una delle crudeltà più gravi che continua a esistere in questa nostra epoca, uno dei mali peggiori? Forse portare via il futuro all’essere umano, la forza di credere in sé. Uccidere la sua forza ma anche – forse peggio – la sua parte tenera. Uccidere la tenerezza che l’essere umano ha dentro: il bambino”.

“Si parla tanto del cinema al femminile, dello scandalo delle donne che faticosamente riescono ad approdare alla regia, poi, però, tutto resta come prima. Solo i festival, e l’ultima Venezia ne è stato un bellissimo esempio, hanno dato vita a selezioni più attente alla questione di genere. La Cineteca di Bologna ha deciso di sostenere l’uscita di Un confine incerto di Isabella Sandri, una delle voci più personali del cinema italiano contemporaneo. Prodotto da Beppe Gaudino, interpretato da Cosmina Stratan, Moisè Curia, Valeria Golino, Salvatore Cantalupo e, per la prima volta sullo schermo, la bravissima Anna Malfatti, è un film riuscito e convincente. Un film di una volta, un bel cast, attori bravi e ben diretti, una storia potente, molto ben raccontata, che diventa lingua cinematografica; dico che è un film di una volta perché la storia è coraggiosa, perché la protagonista è una migrante, perché lo spettatore è chiamato a confrontarsi con il film, non a vedere ciò che già conosce, che la pubblicità gli ha già venduto. Esiste ancora questo tipo di spettatore? Noi crediamo di sì.” (Gian Luca Farinelli)

In collaborazione con Savethe Children Italia

Save the Children Italia ha sostenuto la realizzazione del film fornendo supporto tematico e riconoscendo fin da subito la necessità di trattare il fenomeno attraverso un racconto che fosse sensibile, corretto e che potesse farlo con un linguaggio artistico, date le potenzialità del mezzo, parlando così a un pubblico il più vasto possibile.
Di pedofilia e di pedopornografia occorre parlare, i tabù non aiutano, mentre la lotta a ogni forma di violenza e abuso nei confronti dell’infanzia deve essere portata avanti con forza, per quanto dolorosa possa essere la presa di conoscenza. 
Auspichiamo che il film possa essere visto sia per il suo valore culturale sia per il suo valore di sensibilizzazione verso la conoscenza di un fenomeno complesso e difficile da riconoscere e intercettare, affinché se ne parli e se ne conoscano anche le strade per chiedere aiuto e cercare supporto.
Leggi sul sito di distribuzione Il Cinema Ritrovato al cinema l’approfondimento di Save the Children Italia “Uso sicuro delle tecnologie digitali.

Per saperne di più sul film