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Visioni Italiane: il Premio Pelliconi al miglior film va a ‘Zheng’, la solitudine di un ragazzo cinese in Italia

01/11/2021

Giacomo Sebastiani si aggiudica i 10mila euro del Premio Pelliconi.
A Ryan William Harris, irlandese formatosi a Bologna,
la Miglior regia per il suo Eggshell.
Tra i documentari vince Salvo di Federico Cammarata.

Un film che ci porta in una comunità cinese in Italia, tra i sentimenti di un ragazzo diviso tra serietà e severità nel lavoro e l’isolamento, la solitudine che questa forzata dedizione comporta nella sua vita. È la storia di Zheng, cortometraggio di fiction con cui Giacomo Sebastiani, nato a Teramo nel 1984, si è aggiudicato il Premio Pelliconi al Miglior film, alla 27ª edizione del festival Visioni Italiane, promosso dalla Cineteca di Bologna e conclusosi ieri sera, domenica 31 ottobre, con la cerimonia di premiazione. Un riconoscimento davvero importante il Premio al Miglior film, per un festival dedicato alle produzioni indipendenti, del valore di 10mila euro, messi in palio dall’azienda bolognese Pelliconi, leader mondiale nel settore dei tappi a corona. La giuria, composta da Alessia Barela (attrice), Giovanni Egidio (giornalista), Sara Fgaier (montatrice), Francesco Lagi (regista), Filippo Meneghetti (regista), ha premiato il lavoro di Giacomo Sebastiani “per la sua capacità di mettersi in relazione con l’altro, mettendo il cuore e lo sguardo al servizio dei personaggi e delle loro emozioni”.

Il premio di 3mila euro per la Miglior regia, messo in palio da Shopville Gran Reno e intitolato alla memoria di Giovanni Bergonzoni, è andato invece a un giovane regista irlandese, formatosi a Bologna, Ryan William Harris, con il suo Eggshell, viaggio nel mondo delle fantasie di un bambino, scelto dalla giuria per aver messo in luce come “l’immaginazione sia l’arma più potente per sopportare le piccole e grandi ingiustizie del quotidiano”.

Tra i documentari, invece, si afferma Salvo del livornese Federico Cammarata, storia di solitudine ai margini, scelta dalla giuria composta da da Fabio Bianchini (regista e montatore), Francesco Montagner (regista), Emiliano Morreale (critico), Michela Occhipinti (regista), Marina Spada (regista), “per essere riuscita a rendere l’incontro con un personaggio e con la sua solitudine senza patetismi, col solo ausilio di immagini in pellicola, curatissime ma mai estetizzanti, senza musiche né commento”.

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