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Mercoledì
18 Ago 2021

After Love

(Regno Unito/2020) di Aleem Khan (89')
Anteprima
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Mary Hussain si ritrova improvvisamente vedova dopo la morte inaspettata del marito. Il giorno dopo il suo funerale, scopre che l'uomo aveva una doppia vita dall'altra parte del canale inglese, a Calais.

“Da sempre i filosofi si interrogano su come sia possibile conoscere se stessi, se sia possibile. Altrettanto spesso il cinema ha giocato con il concetto di identità, ottimisticamente fornendo risposte rassicuranti o lasciando intendere come sia impossibile sapere con certezza chi abbiamo accanto. Eppure non accade di frequente che questo tipo di intrecci sappia prescindere da nuances thriller per venir declinato in maniera più intima, e insieme universale. Come per il ritratto di donna che il regista e sceneggiatore dipinge, di quelli che meriterebbero un posto nella memoria. E questo senza dubbio grazie all’interpretazione maiuscola di Joanna Scanlan, che vediamo mettersi a nudo e rappresentare le diverse fasi che un tradimento tanto profondo inevitabilmente scatena. Nathalie Richard è l’altra donna, la sua avversaria, madre di un figlio che lei non aveva potuto crescere, le si pone davanti come uno specchio nel quale guardarsi da vicino dopo essersi ignorate da lontano (nemmeno troppo, considerata la distanza geografica di cui dicevamo). Uno specchio nel quale interrogarsi sulle proprie mancanze, vergognandosi di difetti vecchi e nuovi e dello sguardo di un uomo che doveva averla ritenuta non abbastanza, ma che non aveva mai pensato di lasciarla davvero, come le rivela propria la sua ‘immagine riflessa’, anche lei sofferente per colpe non sue. Il gioco di menzogne finisce col metterle di fronte a realtà totalmente impreviste, e a conoscersi. Diverse per lingua, religione, cultura, principi, abitudini, famiglia le due donne si scoprono. Persino simili. Tra un passato da rileggere e un futuro da riscrivere. Difficile per moglie e amante accettarsi, meglio forse passare per un ragazzo in difficoltà, con dei segreti da rivelare a un padre assente, più pronto ad aprirsi all’altro, che accettare di aver bisogno l’una dell’altra per completare il puzzle che non pensavano di star vivendo. Ma il riavvicinarsi potrebbe essere l’unica maniera di sentire di nuovo vicino l’uomo tanto amato, i ricordi che stavano sbiadendo, la vita che rimane loro. Insomma, accettare la sua assenza. Per andare avanti, in fondo, tutti infrangiamo le regole che ci diamo.”

Mattia Pasquini, “Cinefilos.it”

“Le conversioni all'Islam a fini di matrimonio sono più comuni in Europa di quanto non sia stato rappresentato nel cinema europeo fino ad oggi, quindi è immediatamente avvincente vedere un personaggio del genere ritratto sullo schermo (…). L’aspetto religioso rimane uno sfondo – un sapore aggiunto – in quella che è una storia di due donne apparentemente molto diverse che cercano di capirsi in un momento di dolore condiviso.”

Kaleem Aftab, “Cineuropa.org”

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