Comizi d’amore

(Italia/1964) di Pier Paolo Pasolini (92')

Regia, soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini. Fotografia: Mario Bernardo, Tonino Delli Colli. Montaggio: Nino Baragli. Interpreti: Lello Bersani (voce narrante), Ignazio Buttitta, Adele Cambria, Camilla Cederna, Graziella Chiarcossi, Peppino Di Capri, Oriana Fallaci, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungaretti (se stessi). Produzione: Alfredo Bini per Arco Film. Copia proveniente da Cineteca di Bologna per concessione di Compass Film.

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Comizi d’amore
(Italia/1964) di Pier Paolo Pasolini (92')
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Come nascono i bambini? Li porta la cicogna, da un fiore, li manda il buon dio, o arrivano con lo zio calabrese. Guardate il volto di questi ragazzini, invece: non danno affatto l’impressione di credere a ciò che dicono. Con sorrisi, silenzi, un tono lontano, sguardi che fuggono a destra e sinistra, le risposte a tali domande da adulti possiedono una perfida docilità; affermano il diritto di tenere per sé ciò che si preferisce sussurrare. Dire ‘la cicogna’ è un modo per prendersi gioco dei grandi, per rendergli la loro stessa moneta falsa; è il segno ironico e impaziente del fatto che il problema non avanzerà di un solo passo, che gli adulti sono indiscreti, che non entreranno a far parte del cerchio, e che il bambino continuerà a raccontarsi da solo il ‘resto’. Così comincia il film di Pasolini. Enquête sur la sexualité (‘Inchiesta sulla sessualità’) è una traduzione assai strana per Comizi d’amore: comizi, riunioni o forse dibattiti d’amore. È il gioco millenario del ‘banchetto’, ma a cielo aperto sulle spiagge e sui ponti, all’angolo delle strade, con bambini che giocano a palla, con ragazzi che gironzolano, con donne che si annoiano al mare, con prostitute che attendono il cliente su un viale, o con operai che escono dalla fabbrica.
Molto distanti dal confessionale, molto distanti anche da quelle inchieste in cui, con la garanzia della discrezione, si indagano i segreti più intimi, queste sono delle Interviste di strada sull’amore. Dopo tutto, la strada è la forma più spontanea di convivialità mediterranea. Al gruppo che passeggia o prende il sole, Pasolini tende il suo microfono come di sfuggita: all’improvviso fa una domanda sull’‘amore’, su quel terreno incerto in cui si incrociano il sesso, la coppia, il piacere, la famiglia, il fidanzamento con i suoi costumi, la prostituzione con le sue tariffe. Qualcuno si decide, risponde esitando un poco, prende coraggio, parla per gli altri; si avvicinano, approvano o borbottano, le braccia sulle spalle, volto contro volto: le risa, la tenerezza, un po’ di febbre circolano rapidamente tra quei corpi che si ammassano o si sfiorano. Corpi che parlano di loro stessi con tanto maggior ritegno e distanza quanto più vivo e caldo è il contatto: gli adulti parlano sovrapponendosi e discorrono, i giovani parlano rapidamente e si intrecciano. Pasolini l’intervistatore sfuma: Pasolini il regista guarda con le orecchie spalancate. Non si può apprezzare il documento se ci si interessa di più a ciò che viene detto rispetto al mistero che non viene pronunciato.

Michel Foucault

Restauro:
2020
Restaurato in 4K da Cineteca di Bologna, in collaborazione con Compass Film e con il sostegno di MiC e di “A Season of Classic Films”, iniziativa promossa da ACE - Association des Cinémathèques Européennes all'interno del programma Creative MEDIA della Commissione Europea. Restauro realizzato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata
Memorie di Alba
(Italia/2019) di Maria Steinmetz e Andrea Martignoni (7')
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Premio Pelliconi per il Miglior Film - Festival Visioni Italiane 2020.
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