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Lunedì
04 Lug 2022

Diabolik

(Italia/2021) di Manetti Bros. (133')
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Clerville, anni Sessanta. L'infallibile Diabolik, uno spietato ladro di cui si ignora la reale identità, vuole rubare il diamante rosa custodito da Lady Kant, un'affascinante ereditiera appena arrivata in città. Diabolik, nel tentativo di mettervi le mani sopra, si lascia ammaliare dal fascino irresistibile della donna, mentre la vita dello stesso sarà messa in pericolo: l'ispettore Ginko e la sua squadra hanno finalmente trovato un modo per farlo uscire allo scoperto.

  • David di Donatello 2022 a Manuel Agnelli per la migliore canzone originale con La profondità degli abissi.

“Specie di mito fondante del fumetto italiano per adulti — il primo numero uscì nel novembre 1962, inventato dalle sorelle Giussani, capaci nonostante il loro essere figlie della borghesia lombarda di creare un criminale che sfugge a ogni giustizia — Diabolik ha spesso resistito alle lusinghe del cinema nonostante il suo incontestabile (e superlativo) successo popolare. E la ragione si può probabilmente individuare nella difficoltà di trovare una chiave «cinematografica» per un personaggio e una storia che cinematografici non sono. Come aveva verificato sulla sua pelle Mario Bava, la cui versione pop (era il 1968) aveva scontentato le Giussani e non aveva conquistato il pubblico.
Ci provano adesso i fratelli Manetti, che scelgono la strada opposta, quella del rispetto totale, filologico oserei dire, pronti a trasformare il bianco e nero delle tavole originali in un colore non colore (curiosamente il rosso del nome praticamente sparisce nel film se non fosse per una striscia di sangue nelle primissime scene che — volontariamente? — poi scolora nel marrone della strada). Si capisce che a guidarli è soprattutto la devozione dei fan, che nulla vogliono cambiare del proprio oggetto di ammirazione, così che anche l’utilizzo dello split screen diventa un omaggio alla scomposizione geometrica di certe tavole disegnate e non un’invenzione di linguaggio cinematografico. Un omaggio, infine, che non vuole misurarsi con possibili confronti ma piuttosto ritrovare, sessant’anni dopo, il fascino degli albi originali. Pronti a sfidare i paladini della «contemporaneità» con il gusto un po’ retro del disegno bidimensionale.”

Paolo Mereghetti, “Il Corriere della Sera”

“«Non c'è Diabolik senza Eva Kant». Parola dei Manetti bros. che hanno scelto di portare sul grande schermo proprio l'inizio della romantica e oscura storia d'amore tra i due. […]
Il film è l'adattamento cinematografico dell'omonimo fumetto creato dalle geniali Angela e Luciana Giussani, ed esattamente del terzo albo della serie originale, dal titolo L'arresto di Diabolik. Un episodio importante, quello trattato dai Manetti Bros, perché c'è il primo incontro tra il ladro e genio del male, Diabolik (Luca Marinelli), e la sua compagna e complice Eva Kant (Miriam Leone). La palatinata Eva per niente sottomessa grazie all'anima proto-femminista delle sorelle Giussani. Terzo personaggio principale dello storico fumetto, l'ispettore Ginko (Valerio Mastandrea), metodico poliziotto ossessionato da Diabolik, quasi un suo alter ego che insegue affannosamente il ladro, proprietario della Jaguar E Type Coupé, con la sua signorile Citroen Ds Pallas.”

Emanuela Minucci, “La Stampa”

Accadde domani

Lingua
Lingua: italiano
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