Due

(Deux, Francia-Belgio/2019) di Filippo Meneghetti (95')
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Due donne mature, Nina e Madeleine, si amano in segreto da decenni. Tutti, compresi i parenti di Madeleine, pensano che siano solo vicine di casa, vivendo entrambe all'ultimo piano dello stesso palazzo. Quando la routine di ogni giorno viene sconvolta da un evento imprevisto, la famiglia di Madeleine finisce per scoprire la verità e l'amore tra le due è messo a dura prova.

“Vincitore di un César, candidato ai Golden Globes e all’Oscar come miglior film straniero, l’esordio del regista italiano trapiantato in Francia sorprende per l’intelligenza della scrittura – mai sottolineata o forzata – e nella costruzione della messa in scena. I due appartamenti sono lo specchio dell’anima delle rispettive padrone di casa e quel pianerottolo è un ponte che prima le unisce e, poi, rischia di separarle. Il titolo del film contiene tanti strati di lettura: due come la coppia protagonista, due come le vite di Madeleine, due come i punti di vista. Il film parte concentrandosi su di lei, Madeleine, e la sua incapacità di confessare i suoi veri sentimenti, repressi e censurati per paura del giudizio altrui. Ma l’incidente di cui è vittima, che le rende impossibile parlare o muoversi liberamente, rovescia completamente lo sguardo della macchina da presa che si concentra così su Nina, costretta a vestire i panni della vicina pur di stare accanto alla donna che ama. Meneghetti racconta la relazione di due donne adulte, ma la loro è una storia universale. Tutti, ci suggerisce il regista, interpretiamo un ruolo sociale e la vera libertà è toglierci quella maschera per vivere liberamente il nostro vero io. Barbara Sukowa e Martine Chevallier sono semplicemente sublimi nell’incarnare i caratteri e i sentimenti dei loro personaggi regalandoci una lezione di recitazione che non può lasciare indifferenti. Meneghetti le segue da vicino con la macchina da presa concentrata sui loro volti meravigliosamente autentici mentre lottano per riconquistare ciò che rischiano di perdere. Quello che poteva essere un racconto affrontato più e più volte al cinema – una storia d’amore ostacolata da convenzioni sociali obsolete – nelle mani (e nello sguardo) di Filippo Meneghetti si trasforma in una storia di lotta e determinazione avvolta in una suspence da cinema di genere (in cui non mancano tenerezza ed ironia). A fare da colonna sonora all’amore di Nina e Madeleine una canzone, Chariot di Betty Curtis, che racchiude il senso della loro relazione. «La terra sarà senza frontiere».

Manuela Santacatterina, “Hotcorn.com”

“Parte lento, Deux, come un "normale" film su una coppia "anormale", quella composta da Nina e Madeleine, alle prese con le difficoltà di un menage parafamiliare che ha a che fare con due aspetti molto delicati (un tempo avremmo detto tabù) della società occidentale: la vecchiaia e l'omosessualità. Comincia lento, comincia canonico nonostante il tema particolare, tutto raccontato dal punto di vista della parte debole, presto lesa - quello di Madeleine, madre rosa dai sensi di colpa, incapace di lasciarsi andare (e lasciare andare) una vita familiare che di lei, pur non volendolo ammettere, non ha più bisogno. (…) Poi, però, accade qualcosa. E l'incidente messo in campo da Filippo Meneghetti ribalta tutta la storia. Trasformando quello che poteva essere un semplice romanzo d'amore (…) in un thriller dei sentimenti in cui è impossibile prevedere cosà accadrà”.

Ilaria Ravarino, "Mymovies.it"

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