Fiori d’equinozio

(Higanbana, Giappone/1958) di Yasujiro Ozu (120')

“In Fiori d’equinozio Ozu torna al tema della perdita dell’autorità paterna attraverso la figura di un uomo dall’apparenza autoritaria ma in realtà incapace di affermarsi sulla volontà delle donne che lo circondano. Al povero Hirayama non rimane altro che agitarsi impotente, in mutande e giarrettiere, in un’immagine che ci riporta ai tempi di Sono nato, ma...” (Dario Tomasi). Primo film a colori di Ozu, che usa una tavolozza elegantemente costellata di vivaci macchie di colore rosso.