I profumi di Madame Walberg

(Les Parfums, Francia/2021) di Grégory Magne (100')
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Anne Walberg è una celebrità nel mondo dei profumi. Ha uno straordinario talento nel creare nuove fragranze che vende ad aziende di ogni genere. Ha un carattere forte, è egoista e vive come una diva. Guillaume è il suo nuovo autista ma, soprattutto, l'unico a non aver paura di tenerle testa. Questo è senz'altro ciò che maggiormente incuriosisce Anne e che le impedisce di licenziarlo.

“Se qualcuno mi chiedesse: “Cosa consigli di andare a vedere al cinema nei prossimi giorni?”, non avrei dubbi nel rispondere: I profumi di madame Walberg. È una commedia francese scritta e diretta da Grégory Magne, al suo secondo lungometraggio, interpretata da Emmanuelle Devos e Grégory Montel: lei nota anche in Italia per avervi girato Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi, lui fattosi conoscere come Gabriel Sarda nella serie Netflix Chiami il mio agente!. Esce con il marchio “Satine Film”, e mi auguro che il pubblico sia incuriosito, non solo quello femminile, perché i profumi in questione, o meglio gli aromi, sono uno spunto curioso per parlare in fondo d’altro: della solitudine che inaridisce i sentimenti, del talento che va e viene, del piacere di osare anche quando tutto sembra perduto, dell’amore imprevisto, del mestiere di padre. (...) Madame, anzi mademoiselle, Anne Walberg è un’elegante e solitaria cinquantenne, a tratti altezzosa e scostante, che fu una celebrità internazionale nel campo dei profumi grazie al suo “naso” proverbiale, decisivo nel creare fragranze di successo. Poi accadde qualcosa, e lei, guidata dalla sua agente, ha dovuto cambiare lavoro, pur restando nel ramo: aiuta le grandi aziende, che siano di pellame o chimiche, a nascondere gli odori sgradevoli. Si capisce che la signora ha letteralmente la puzza sotto il naso, nulla le sfugge, pena scenate da diva d'altri tempi; figurarsi se può intendersi con l’autista proletario, estroverso e pasticcione che le hanno affibbiato. Guillaume Favre vive in 25 mq, fuma, ha appena divorziato dalla moglie e non riesce ad avere l’affido dell’amata figlia di dieci anni. Come nelle migliori tradizioni del genere, il primo incontro si rivela un disastro, ma noi sappiamo che i due, pure così diversi per gusti, censo ed estrazione sociale, sono destinati a riconoscersi. Con esiti impensabili, perché, come certe “essenze” a prima vista inconciliabili, anche Anne e Guillaume hanno parecchio in comune… Il film è in buona misura prevedibile ma non scontato nella progressione narrativa: merito di una regia sorvegliata, sensibile, attenta a rispettare la partitura dei silenzi e delle parole (musica ridotta al minimo, grazie a Dio), e naturalmente della prova di Devos e Montel, specie nella versione francese, così ricca di sfumature, sguardi, insofferenze, situazioni buffe e affondi drammatici. L’olfatto, avrete capito, diventa metafora dell’esistenza, il cuore di un raccontino gentile sull’amicizia e la solidarietà.”

Michele Anselmi, "CineMonitor"