Il paradiso probabilmente

(It Must Be Heaven, Francia-Canada-Palestina/2019) di Elia Suleiman (97')

“Nei  miei  film  precedenti  ho cercato di presentare la Palestina come un microcosmo del mondo; il mio nuovo film cerca di mostrare il mondo come se fosse un microcosmo della Palestina”. Menzione speciale della giuria a Cannes nel 2019, il quarto lungometraggio del regista e attore palestinese Elia Suleiman rappresenta un nuovo tassello della sua tragicomica riflessione semi-autobiografica (il protagonista è sempre ES, ovvero lo stesso regista o forse il suo alter ego freudiano) sulla questione israelo-palestinese, l’identità e il senso d’appartenenza (e spaesamento). Qui ES fugge dalla Palestina verso Parigi e New York in cerca di una nuova vita, ma ovunque vada c’è sempre qualcosa che gli ricorda la sua patria. Un cinema che  per humour stralunato, coreografie slapstick e assenza del parlato è accostato a Buster Keaton e Jacques Tati.