H 21.45
Venerdì
30 Lug 2021

Le sorelle Macaluso

(Italia/2020) di Emma Dante (94')
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Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella. L'infanzia, l'età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all'ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Una casa che porta i segni del tempo che passa come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

“L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia raccontate da Emma Dante, che torna in concorso a Venezia sette anni dopo Via Castellana Bandiera (film che valse la Coppa Volpi ad Elena Cotta), mettendo su schermo la sua omonima pièce teatrale, Premio Ubu per il Miglior Spettacolo e la Miglior Regia. Scritto da Emma Dante, Elena Stancanelli e Giorgio Vasta, il film poggia il proprio sguardo, intimo e nostalgico, sull’esistenza di queste cinque sorelle, nate e cresciute in questa casa che porta i segni del tempo come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. “La storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste”: attraverso il ricordo – che spesso e volentieri si sovrappone all’incedere della narrazione, scandita su tre piani temporali diversi – Emma Dante si sofferma sulle gioie e sui dolori di una sorellanza inquieta e dolce, sull’incedere della vita che, naturalmente, prevede per ognuna di loro destini e ricadute dissimili. (…) Perché Le sorelle Macaluso – come dice la regista stessa – “è un film sul tempo. Sulla memoria. Sulle cose che durano. Sulle persone che restano anche dopo la morte. È un film sulla vecchiaia come traguardo incredibile della vita”. Il pianoforte triste di Erik Satie contrappunta i passaggi silenziosi e malinconici dei tre atti, perfettamente ripartiti in 90 minuti di racconto, che Emma Dante governa con naturalezza e spontanea fluidità, anche grazie alla prova di tutte le sue interpreti, ‘meravigliose creature’.”

Valerio Sammarco, “Cinematografo.it”

“Con grandi attrici e pochi mezzi, Emma Dante sorprende Palermo da una fessura o da un foro, incarnando il folgorante sentimento della vita. La m.d.p. cattura i piccoli oggetti dell'infanzia e quelli di un matriarcato che ha messo alla porta il patriarcato, lasciando le chiavi nella serratura. Per entrare serve che Pinuccia ci apra, serve guadagnarsi un posto a tavola, una tavola apparecchiata con le rose e i 'piatti buoni' delle occasioni speciali. Balocchi, rossetti, centrini, stampe, tele, lampadari vetusti, Emma Dante ha pescato il décor dalla "grande sorella Speranza" di Gozzano. Perché giova sempre la speranza nella disperazione. E di quel sentimento di fiduciosa attesa, le sorelle Macaluso ne hanno da vendere con le colombe volate fuori casa come in una ballata di De André. Al centro del cinema e del teatro militante di Emma Dante c'è sempre la classe popolare e la miseria sociale, senza miserabilismo, senza pathos. C'è ancora il corpo a corpo ostinato col nucleo familiare, la carne e il sangue, mai astratti e mai triviali nella loro crudezza. Serrate come una banda musicale, le sue sorelle si sollevano e precipitano in un solo movimento fluido che confluisce d'estate nell'inverno deandreiano, interpretato da Franco Battiato. È la sua voce pura e morbida, quasi serafica, a donare alla promenade delle sorelle un tono celeste.”

Marzia Gandolfi, “Mymovies.it”

Accadde domani

Lingua
Lingua: italiano
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Ridotto: 5,00€ 

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