MARIE CURIE

(Polonia/2016) di Marie Noëlle (95')
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Gli anni più turbolenti nella vita di una donna geniale: tra il 1903, anno in cui Marie e Pierre Curie si recano a Stoccolma per ricevere il Premio Nobel per la scoperta della radioattività, e il 1911, quando alla scienziata viene assegnato il suo secondo Nobel. 1906: travolto da una carrozza, Pierre Curie muore tragicamente in una strada parigina. In un colpo solo, il matrimonio e gli anni più felici della vita di Marie Curie vanno in pezzi. Rimasta sola con due figlie piccole, Marie si trova a doversi far carico di responsabilità che schiaccerebbero anche l’uomo più forte, ma affronta i propri doveri con il massimo coraggio, come madre e come scienziata. Malgrado la tristezza, continua il lavoro iniziato assieme a Pierre, ottenendo grandi risultati con la “Curie-terapia” (o radioterapia) che avevano sviluppato contro il cancro. Ma la scienza è un mondo soprattutto maschile, e l’audacia di Marie non è ben vista da tutti. La sua relazione sentimentale con il matematico Paul Langevin provoca grande scandalo, e i tabloid trascinano il nome di Marie nel fango. Allarmata dai titoli scandalistici, l’Accademia Svedese del Nobel, che vorrebbe premiarla una seconda volta con l’ambito riconoscimento, le proibisce di presentarsi a Stoccolma per ritirare il premio. Una donna innamorata non merita dunque di veder riconosciuto il proprio lavoro? Pochi anni dopo Marie fonda l’Istituto Curie, destinato a cambiare la storia del trattamento anti-tumorale, oggi centro di ricerca di maggior successo in Francia.