Official secrets – Segreto di stato

(Regno Unito-USA/2020) di Gavin Hood (112')

Gennaio 2003. Katharine Gun lavora come agente impiegata presso l’agenzia governativa GCHQ. Un giorno riceve una e-mail segreta nella quale si espone un'operazione di spionaggio della National Security Agency finalizzata a guadagnare i voti necessari presso l’assemblea delle Nazioni Unite per appoggiare l'imminente invasione dell'Iraq. Correndo un grande rischio personale e professionale, Katharine rivela la nota al giornalista Martin Bright, che la pubblica sul The Observer. Mentre il caso diventa di portata internazionale, Katharine viene arrestata e accusata di aver violato la legge sui segreti ufficiali.

“Le pressioni indebite, le bugie, le manipolazioni che spinsero le Nazioni Unite alla risoluzione che portò all'invasione dell'Iraq sono lo scenario del film Official Secrets. Diretto da Gavin Hood, è un docu-dramma che vuole raccontare la storia vera di Katharine Gun, l'analista inglese - interpretata da una superba Keira Knightley - impiegata presso l'organizzazione governativa GCHQ, che rischiando la prigione e la vita divulgò i tentativi di Stati Uniti e Inghilterra di giustificare la Prima Guerra del Golfo. (…) Oltre a Keira Knightley, il cast allinea una serie di star inglesi come Ralph Fiennes nei panni dell'avvocato Ben Emmerson, Rhys Ifans in quelli del giornalista e scrittore Ed Vulliamy, e Matt Smith (è stato l'undicesimo dottore nella serie Doctor Who) anche lui nel ruolo del giornalista Martin Derek Bright. Senza dimenticare Indira Varma nei panni dell'avvocato e attivista politico Shami Chakrabarti. L'eclettico regista del film, Gavin Hood, ha vinto l'Oscar per il miglior film straniero con Il suo nome è Tsotsi, ma si è fatto notare anche per aver diretto il supereroistico X-Men le origini - Wolverine, sul celebre e artigliato protagonista. Da notare come il GCHQ è tornato sotto gli occhi dell’opinione pubblica nel 2013, quando l’ex agente della NSA Edward Snowden rivelò che attraverso un programma chiamato ‘Tempora’ l’agenzia aveva raccolto e spiato telefonate e mail di tutti i cittadini inglesi.”

Massimiliano Carbonaro, “Mymovies.it”

“Gavin Hood, già alle prese coi dilemmi etici innescati dalla guerra (Il diritto di uccidere), con in mente l’inevitabile Pakula e la tradizione del film d’inchiesta, si attacca alla materia, individua con precisione ogni personaggio (il cast di volti noti), rende leggibili i contesti e didascaliche le discussioni. Svuotando lo svolgimento di qualsiasi epica, Hood non rinuncia alla tensione, delegando alla vibrante prova di Keira Knightley la resa sfumata del conflitto di lealtà: al proprio governo e alla propria coscienza. Onesto cinema civile che racconta con legittima riprovazione il dietro le quinte di una guerra-truffa.”

Luca Pacilio, “Film Tv”