La donna e l'opera: cinque sguardi che hanno segnato la contemporaneità

Nella sala virtuale del Cinema Lumière, dal 19 al 25 Novembre, numerosi i film che pongono la figura (quindi, la questione) femminile al centro. Tra le registe che si fanno spazio all’interno della nostra programmazione, Agnés Varda con  Varda by Agnés (Varda par Agnès, Francia, 2019) tratto dal libro omonimo pubblicato nel 1994 e firmato dalla medesima autrice. Il film restituisce un ritratto (autoritratto, per inciso) straordinariamente vitale della cineasta francese: protagonista è il suo più intimo punto di vista, quello attraverso cui per oltre sessant’anni ha osservato il mondo e le figure che lo abitano.

La programmazione prosegue dando spazio ad altri profili di donne straordinarie: da un lato, Letizia Battaglia, fotografa palermitana, al centro del documentario realizzato da Kim Longinotto dal titolo Letizia Battaglia – Shooting the Mafia (Shooting the Mafia, Irlanda-USA, 2019). Il focus è, nella fattispecie, su quelle opere che hanno saputo immortalare i crimini di mafia restituendone non solo la memoria ma anche il silenzio che tuttora li avvolge, ma anche sulla figura di Letizia, fotografa e, prima ancora, donna dietro l’obiettivo.

Infine, presentiamo Marie Curie (Polonia, 2016) di Marie Noëlle: tra le icone più significative della storia della scienza, Marie Curie viene raccontata attraverso i sei anni più intensi nonché determinanti della sua vita. Ad oggi, è la sola donna ad essere stata insignita di due Premi Nobel in ambiti distinti (rispettivamente fisica e chimica). Figura esemplare, la sue conquiste (e le sue lotte) concernono tanto la dimensione scientifica, quanto quella di autentica emancipazione.

Proponiamo di seguito alcuni link di approfondimento per conoscere un po’ più da vicino le opere, le protagoniste, le registe:

Varda by Agnés | Agnés Varda

  • la recensione del film su minimaetmoralia
  • il video della conferenza stampa, in occasione della presentazione del film alla Berlinale, 2019
  • l’omaggio ad Agnés Varda sul sito del progetto di distribuzione della Cineteca di Bologna.

Letizia Battaglia – Shooting the Mafia | Kim Longinotto

Marie Curie | Marie Noëlle

  • sul Corriere, un articolo sulle scoperte che portano il nome dei Curie
  • su RaiPlay, un documentario che ripercorre la peculiare storia della scienziata polacca
  • sul sito del cinema ritrovato, un breve approfondimento su un altro film, quello di Georges Franju, realizzato nella Francia del 1953 che dipinge verosimilmente i coniugi Curie.

Con La candidata ideale di Haifaa Al-Mansour, ci spostiamo invece in Medio Oriente e, nella fattispecie, in un’Arabia Saudita proiettata ormai ben oltre gli anni 2000: come Varda, anche Al-Mansour è una cineasta coraggiosa, per inciso la prima che l’Arabia Saudita abbia mai ospitato. Esordisce nel 2012 con La bicicletta verde (Wadjda, Arabia Saudita, 2012), interamente girato dall’interno di un furgone e rigorosamente alle prime luci dell’alba per non destare sospetto nelle autorità locali. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti, Haifa Al-Mansour torna alle origini per raccontarci la lenta e difficoltosa affermazione delle donne e dell’arte nella scena pubblica, individuandone limiti e possibilità.  

In ultimo, il primo lungometraggio realizzato sulla figura di Greta Thunberg: il documentario I am Greta del giovane regista svedese Nathan Grossman. L’avventura ha avuto inizio per caso, con una semplice ripresa della quindicenne Greta intenta a manifestare, sola, dinnanzi al Parlamento di Stoccolma, per terminare con un viaggio in barca a vela verso New York dove si terrà il Summit dell’ONU. La storia di Greta costituisce un’importante testimonianza, un monito affinché quell’ “How dare you?” possa essere esclamato con fermezza, in ogni momento, da qualunque individuo, finché sarà necessario.

Proponiamo di seguito alcuni link di approfondimento per conoscere un po’ più da vicino le opere, le protagoniste, le registe:

La candidata ideale | Haifaa Al-Mansour

  • la recensione del film su L’Espresso
  • l’intervista alla regista realizzata dal Cinema Arsenale di Pisa
  • su Internazionale, un video-commento della regista a una delle scene più delicate e controverse del film

I am Greta | Nathan Grossman