Il found footage e il cinema di famiglia, Theodor e The Childhood Experience su Cinefilia Ritrovata

Il found footage e il cinema di famiglia. Su tre brevi film italiani.

In un’ottica attualissima di sostenibilità visiva, le “3 R” del credo ambientalista – recycle, reduce, reuse – possono ben adattarsi all’operazione svolta da chi si appropria, per declinarlo all’interno dei suoi lavori, del materiale d’archivio (mare magnum che può comprendere pellicole del muto, frammenti, documentari, notiziari, filmati di repertorio, scarti di lavorazione, riprese amatoriali, film di famiglia..). In un mondo pervaso e permeato di immagini il riutilizzo filmico da parte di cineasti, documentaristi o semplici entusiasti, pare conciliarsi perfettamente con l’idea che il recuperato, il minimalismo e la seconda (o più) mano debbano essere necessariamente adottati quali stili di vita. L’abbandonato, lo scarto, e il rinvenuto non sono spazzatura bensì fonte potenzialmente inesauribile di ricontestualizzazione.

'Theodor' e il soggetto dello sguardo

Quello che porta Maria Boldrin a Vienna per realizzare il suo film di diploma della Zelig è soprattutto un viaggio interiore. Con Theodor la giovane regista italiana ci conduce attraverso i suoi ricordi alla scoperta di un’amicizia speciale e si interroga su cosa sia rimasto di quel legame attraverso il tempo e la distanza. La Boldrin ci porta con sé sul treno che nelle prime inquadrature attraversa i paesaggi innevati fino alla casa della famiglia che l’aveva accolta durante il suo soggiorno nella capitale austriaca, tre anni prima. Qui torna a essere Momo, la ragazza che per molto tempo si era presa cura di loro figlio: Theodor.

'The Childhood Experience' e i dilemmi dell’educazione libertaria

The Childhood Experience è la volontà della regista Valentina Olivato, al suo primo lungometraggio documentario, di indagare una scelta di vita forte; raccontare uno scenario, stimolando notevolmente quesiti senza mai assolvere al dovere di rispondere. In un periodo storico come questo, in cui la scuola tradizionale è stata messa in discussione, la realtà indagata in questo interessante documentario non sembra dopotutto anacronistica. Sono Martino, Vinicio, Miranda e Ines a farci assistere alla loro “esperienza dell’infanzia”, assieme ai genitori Caterina e Alessandro, prendendoci per mano e portandoci dentro il loro mondo. Una famiglia bolognese sui generis, direbbero in molti, che ha scelto l’home schooling e i principi dell’educazione libertaria per strutturare la propria educazione.