The Observer, Marisol e Omelia contadina su Cinefilia Ritrovata

'Omelia contadina' tra morte e resurrezione di Madre Terra

Omelia contadina con le sue immagini rosse di terra, i volti dei contadini segnati dal tempo e dal sole, ma soprattutto con l’accompagnamento sonoro della marcia funebre eseguita da una banda paesana, ci ha da subito riportato, certo inconsapevolmente, a quella stessa atmosfera tante volte vissuta durante il funerale della saracca: la seriosa commozione di un rito pagano, pronto a rivelarsi improvvisamente con la potenza della sua natura più verace e nascosta, quella di un festoso inno alla vita. In soli dieci minuti Alice Rohrwacher e JR dedicano la loro “azione cinematografica” (perché mai come in questo caso il cinema è politico) a tutti quei valori arcaici che “dovrebbero alimentare la vera ricchezza del mondo” e invece sono stati messi all’angolo dalla ricerca del profitto.

'Marisol' alla ricerca del quotidiano

Realizzato come saggio di diploma per la sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, dedicata alla regia di documentari, Marisol si è fatto notare approdando al festival Visioni dal mondo 2019, da cui è uscito vincendo sia il concorso italiano che il premio RAI Cinema, e viene ora presentato a Visioni Italiane 2020. Camilla Iannetti, classe 1993, di questo mediometraggio di poco meno di un’ora ha curato tutto: non solo regia, ma anche soggetto, sceneggiatura, fotografia e montaggio. Iannetti, laureata in antropologia culturale, si è avvicinata ai suoi soggetti con spirito da etnografa, e si vede nella sua capacità di rendere il proprio occhio invisibile sia a chi sta al di qua, sia a chi sta al di là della sua cinepresa.

'The Observer' e la poetica di Hu Ji

Rita Andreetti, ferrarese trapiantata a Nanchino, debutta nel documentario con l’opera prima The Observer. L’osservatore al quale si riferisce nel titolo è Hu Jie, uno dei più grandi documentaristi cinesi, autodidatta non dalla tecnica perfetta ma un sapiente narratore e osservatore della realtà. I lavori di Hu Jie non sono altrettanto conosciuti all’estero quanto quelli di Ai Weiwei o Wang Bing, ma titoli come Spark o Though I Am Gone sono conosciuti nell’ambiente cinematografico indipendente, da intellettuali, da studenti, dai festival nonché dalle autorità cinesi.